martedì 14 dicembre 2010

Montezemolo e Profumo nelle Residenze dell'Opus Dei

cliccando sul link del titolo puoi leggere i commenti all'articolo di Emanuela Provera

Un po' di tempo fa, in Francia, venne pubblicato l'estratto di un documento confidenziale, distribuito dal direttore, don Antonio Valero, ai membri dello I. E. S. E. (Business school dell'Università di Navarra e opera corporativa dell'Opus Dei), per istruirli sulle linee d'azione strategiche di sviluppo dell'associazione:
- È necessario intervenire nelle associazioni aziendali, negli istituti, nei sindacati...Riteniamo che sia un dovere attuale e necessario al fine di ottenere la direzione di queste istituzioni.
- Dobbiamo fare in modo che i direttori d'azienda in possesso di ottimi requisiti passino attraverso lo I. E. S. E. e ci diventino amici.
- Potranno farsi soci di una sezione del circolo I. E. S. E. tutte le persone che occupano un alto posto di direzione in una impresa commerciale, oppure coloro che...possono influenzare le decisioni del complesso economico-politico-sociale delle imprese commerciali. Il circolo riceverà contributi economici dall'istituto...
Era il 1967.
Il 24 novembre 2010, invece, nell'aula magna della RUI, a Roma, si è svolta l' inaugurazione dell'Anno accademico 2010-2011 durante la quale Luca Cordero di Montezemolo, presidente della Ferrari, ha tenuto la prolusione davanti alla platea degli studenti. Il prossimo 17 dicembre Alessandro Profumo, ex numero uno di Unicredit, inaugura l'Anno accademico della Residenza universitaria Torrescalla di Milano con un discorso sulla meritocrazia.
RUI e Torrescalla sono due noti collegi universitari dell'Opus Dei che, facendo parte del circuito dei collegi legalmente riconosciuti e accreditati presso il Ministero della ricerca, presieduto da Mariastella Gelmini, ricevono finanziamenti pubblici.
Quando ero dell'Opus Dei ricordo che, in particolari circostanze, si invitavano personaggi famosi o potenti per far conoscere l'istituzione e per creare un "gancio apostolico" che consentisse loro di avvicinarsi agli apostolati dell'Opera; li si chiamava come ospiti durante un convegno, una giornata di inaugurazione, una lezione formativa per studenti, un seminario di giornalismo, una semplice ma ben organizzata tertulia. All'inizio degli anni '90, in un tardo pomeriggio di fine luglio, nella meravigliosa aula magna di Casteloromano, centro dell'Opus Dei in Castelgandolfo, partecipai ad un' interessante lezione tenuta dal cardinale Joseph Ratzinger sulla nuova edizione del Catechismo della Chiesa cattolica.
Non è quindi una favola che il cattolicesimo dell'Opus Dei sia un cattolicesimo d'elite, rivolto in primo luogo a coloro che si dicono intellettuali, come recita l'art. 2 degli Statuti; Escrivá de Balaguer, fondatore dell'istituzione, fantasticava su un cattolicesimo che avrebbe nutrito le masse a partire dal vertice sino alla base, in un movimento discendente, dall'alto verso il basso. I membri numerari devono essere laureati e, nella maggior parte dei casi, provengono da famiglie abbienti o della buona borghesia. Non mancano casi di membri provenienti da famiglie nobili.
La caratterizzazione di un proselitismo tra le "classi alte" è un imprinting dello spirito dell'Opus Dei; sono eloquenti questi passi delle Costituzioni che hanno retto il governo dell'istituzione dal 1950 al 1982 [32 anni!], data in cui l'istituzione ha smesso di essere istituto secolare per acquisire la fisionomia giuridica della prelatura personale:

Art. 186 Costituzioni '50: I membri dell'istituto devono provenire dalle persone più selezionate della propria classe sociale.
Art. 202 Costituzioni '50: mezzo preferito di apostolato sono le cariche pubbliche (ruoli direttivi)

Sono significativi anche i riferimenti al "carrierismo" contenuti nei cosiddetti "documenti interni", attualmente vigenti e consultabili solo dalle persone che appartengono all'Opus Dei:
Art. 56 De Spiritu (De spiritu et de piis servandis consuetudinibus, Roma 1990): I fedeli dell'OD non devono escludere imprudentemente incarichi lavorativi che comportano ruoli direttivi -[ nota 22] le nuove vocazioni devono vivere l'urgenza di arrivare dritte a posti direttivi e di influenza.