venerdì 29 giugno 2012

Opus Dei la Chiesa svolga un'indagine - lettera di una donna dell'Opus Dei al prelato Javier Echevarria

Le testimonianze rivelano che, nell'Opera, nulla è mutato. Lo dimostra, tra le altre, la lettera di una numeraria al prelato Javier Echevarría: mancanza di libertà, isolamento, distacco dalla famiglia attanagliano gli adepti. E in molti scelgono la fuga.

Cresce la pubblicazione di testimonianze contro l'Opus Dei, rese soprattutto da donne e uomini che sono usciti dall'istituzione dopo averne fatto parte per alcuni anni. L'Opus Dei controlla ed esamina questa letteratura con più serietà di quanto non riveli la comunicazione ufficiale che riconduce ad esperienze episodiche le critiche che le vengono mosse. Di recente ho potuto parlare con i genitori di due ragazze dell'Opus Dei che mi hanno descritto le misure adottate dall'istituzione per placare i malesseri psicologici o fisici che sono insorti nelle giovani ragazze dopo essere entrate nell'Opera. Entrambe vengono curate da psicologi dell'Opera o comunque scelti dalle direttrici, assumono medicine e cambiano facoltà universitaria dietro suggerimento di chi le dirige spiritualmente. Si adattano a lavori professionali modesti, non coerenti con il loro curriculum. Lavorano all'interno di iniziative apostoliche della prelatura, siano essere opere corporative o lavori personali. Il Campus Biomedico di Roma e alcuni organismi affini sono un buon contenitore di questa manovalanza a basso costo, come anche le amministrazioni delle Residenze Universitarie che richiedono molto personale per il lavoro di cura e la gestione. Purtroppo i racconti non rivelano alcun cambiamento rispetto alla condizione di violenza morale e manipolazione nella quale molte di noi hanno vissuto tanti anni fa. 

martedì 12 giugno 2012

Domanda di una lettrice a Emanuela Provera
Dal sito di Chiarelettere


Donatella Visciglia: Gentile Emanuela,
la realtà dell'Opus Dei mi incuriosisce e avrei alcune domande da sottoporle.
Dentro l'Opus si fanno sedute particolari, che prevedano ad esempio dei sacrifici?
Gli iscritti usano accessori tipici, come una collana nera in cuoio con la croce?
Grazie.

Cara Donatella, 
La rimando al paragrafo "Lavoro e penitenza" del capitolo "La giornata-tipo di Elena" del mio libro "Dentro l'Opus Dei" in cui si parla di cilicio e di mortificazioni particolari, inseriti comunque in un quadro più ampio. La invito inoltre a non soffermarsi sugli aspetti scandalistici e immaginari dell'Opus Dei, che, al pari della versione apologetica, non fanno altro che rafforzare il gioco dell'istituzione,
INTERVISTA RILASCIATA  A MICROMEGA (a cura di Anna Rita Longo)
Intervista a Emanuela Provera di Anna Rita Longo del 3 Febbraio 2012

Sulle vetrate di un rinomato liceo cittadino sono stati esposti i tabelloni con gli esiti dell’anno scolastico appena terminato. Una ragazza dall’abbigliamento sobrio e un po’ rétro sta prendendo diligentemente degli appunti sul proprio taccuino. Si sofferma sui primi di ogni classe e ne trascrive sollecitamente i nomi. Penserà poi a prendere informazioni sugli studenti in questione e a mettere in atto tecniche personalizzate di approccio.