sabato 15 dicembre 2012

LA LETTERA DI VICTOR

L'articolo di Emanuela Provera è stato pubblicato anche su www.cadoinpiedi.it il 9 dicembre 2012


Victor è morto il 21 agosto, a 32 anni. Chiese l’ammissione all’Opus Dei come aspirante numerario, con l’intenzione di diventare membro celibe. Poco più di un anno e mezzo prima di morire inviò una lettera ad Agustina L. de los Mozos, amministratore del sito opuslibros.org, nella quale si rivolgeva a un suo direttore spirituale, don Antonio, per salutarlo. Probabilmente Victor voleva consegnare al mondo il suo testamento spirituale. Don Antonio è un sacerdote numerario dell’Opus Dei che lo conobbe da giovane e accompagnò nel percorso di avvicinamento all’istituzione.
Non sono chiare le circostanze che hanno provocato la sua morte, alcuni ci hanno riferito che si è suicidato, la prelatura è propensa a tutelare la riservatezza della famiglia di Victor mantenendo il riserbo. La lettera rivela chiaramente che Victor era affetto da depressione, lui stesso riferisce “tenía fuertes ataques de ansiedad y no podía controlar las ideas de suicidio”. La coercizione della coscienza, cui si riferisce Victor, è un’abitudine nel proselitismo condotto dalla prelatura. Sono infatti tante le vite segnate da problemi psicologici insorti a seguito delle esperienze manipolatorie subite durante la permanenza nell’Opus Dei.
Una ragazza che commenta la lettera, per fare solo un esempio, scrive: “Anch’io, come Victor, ho chiesto l’ammissione all’Opera da adolescente e ho sofferto le molestie della mia direttrice spirituale quando ho deciso di andarmene...[..] Anch’io ho desiderato morire ma grazie a Dio e alla medicina quel momento passò anche se ha lasciato una ferita emotiva che segna la mia vita affettiva”.
Questa è la lettera di Victor, tradotta in italiano: