mercoledì 30 marzo 2011

COME SI FA AD USCIRE DALL'OPUS DEI

LA LETTERA DI DIMISSIONI DI UN EX NUMERARIO
Per capire cos’è l’Opus Dei, questa volta analizziamo la procedura formale richiesta per lasciare l’istituzione. È di prassi inviare una lettera di dimissioni al prelato che, a sua discrezione, concederà la relativa dispensa; possono trascorrere anche diversi mesi prima che giunga una risposta. Per entrare nel merito e capire  attraverso quali sofferenze  debbano ancora passare tutti coloro che decidono di uscire abbiamo l’opportunità di analizzare la lettera che un numerario inviò al capo dell’Opus Dei.
Aristotele, nome di fantasia, è ingegnere, di bella presenza, come richiesto ad un aspirante numerario, vivace e intelligente. Appartiene ad una famiglia della buona borghesia milanese. Per parecchi anni si è dedicato, gratuitamente, agli apostolati e al lavoro di governo della prelatura.  Dopo 24 anni di appartenenza abbandona l’Opus Dei «con spirito di gratitudine a Dio» e resta cattolico.
Prima della lettura del documento, evidenziamo due aspetti che mostrano come l’Opera agisca in contrasto con la normativa ecclesiastica ma anche civile.

CONTRASTO CON IL CODICE DI DIRITTO CANONICO? 
La  lettera di dimissioni di Aristotele (datata 19/08/2001) è stata presentata al prelato Javier Echevarría il quale, ex art. 29 degli Statuti, gli ha concesso la dispensa. La necessità di questo atto formale appare in contrasto con la natura del legame che unisce il laico ad una prelatura: cioè la “convenzione” come previsto dall’art. 296 del codice di diritto canonico, ossia un accordo di natura contrattuale che come tale consente la libertà di recesso per entrambe le parti. Perché allora subordinare la validità delle dimissioni ad un atto unilaterale e insindacabile del prelato senza il quale il fedele laico resterebbe vincolato all’Opus Dei ?  

lunedì 14 marzo 2011

La gestione economica nell'Opus Dei: proposta di ricostruzione sistematica

Chi è Jacinto Choza http://personal.us.es/jchoza/

La gestione economica dell’Opus Dei:
proposta di ricostruzione sistematica
(traduzione da testo di Jacinto Choza – in www.opuslibros.org. – 23 agosto 2010)
0. Introduzione – 1. Fonti di entrata ordinarie – 2. Fonti di entrata straordinarie – 3. Metodi per ottenere finanziamenti – 4. Raccolta di finanziamenti e gestione economica di diversi paesi – 5. Raccolta di fondi e gestione economica degli organi direttivi centrali – 6. Stima delle somme ottenute – 7. Stima delle spese reali – 8. Ubicazione di fondi – Proprietà dell’Opus Dei. Associazioni senza fine di lucro, fondazioni e società commerciali – 9. Società commerciali di cui si serve l’Opus Dei – 10. Società commerciali con cui opera la Chiesa cattolica – 11. Episodi di particolare rilievo nella gestione economica dell’Opus Dei – 12. Gli obiettivi dell’Opus Dei – 13. Riferimenti economici di altre organizzazioni: l’ONCE e l’Università di Siviglia – 14. Processi per restituzioni.

Lo stipendio spirituale

OPUS DEI: SECONDO QUANTO DICHIARATO IN UN ESPOSTO ALLA GUARDIA DI FINANZA RISULTANO VIOLATE LEGGI DELLO STATO IN MATERIA DI DIRITTO DEL LAVORO.

Il 24 febbraio 2011 ho ricevuto per posta un plico di documenti che contiene, tra le altre cose, anche  copia di un esposto alla polizia tributaria della Guardia di Finanza, acquisito agli atti l’8 agosto 1993. Nell’esposto, che ha l’obiettivo di denunciare diverse irregolarità e violazioni di legge, sono descritte le vicende professionali di una persona che è stata assunta come lavoratore dipendente presso enti privati riconducibili alla prelatura della Opus Dei; infatti come ho già raccontato nel  capitolo “Denaro e proprietà” del mio libro [Dentro l’Opus Dei – ed. Chiarelettere, 2009] queste strutture sono affidate, per quanto attiene la gestione, a membri dell’Opera,  comparendo  come beneficiarie nei testamenti olografi formulati e sottoscritti dai numerari e dagli aggregati della Opus Dei.

Chi entra nell’Opera si sottomette totalmente alla volontà dei direttori secondo lo stile spirituale forgiato dal fondatore Escrivá de Balaguer, il quale ai suoi figli insegnava:

venerdì 4 marzo 2011

Roma, le assunzioni facili e l'Opus Dei

Il potere dell’Opus Dei: attraverso la manipolazione dei suoi adepti l’Opus Dei si colloca nei posti chiave del potere da dove capta risorse statali che utilizza per rafforzare se stessa.

È di questi giorni la notizia dell’indagine condotta dalla procura di Roma sulle selezioni affidate dalla municipalizzata Ama (Azienda Municipale Ambientale Spa), a Elis, consorzio dell’Opus Dei, per effettuare le assunzioni-scandalo:  840  nuovi assunti che si sono rivelati  parenti e amici degli amici dell’ad Franco Panzironi. Dal 2006 l’Ama affida a Elis la selezione finale dei candidati inviati dai Centri per l’impiego e che sia un ente  privato a decidere gli assunti in un ente pubblico è di per sé un’ anomalia tanto che  Sergio Bruno, presidente Consel,consorzio Elis, è finito nella lista degli indagati insieme a Luciano Cedrone, Gianfrancesco Regard e Ivano Spadoni. Secondo la Procura, Elis non avrebbe potuto procedere alla selezione del personale perché non sarebbe stata iscritta nell’ albo previsto dalla legge Biagi. In secondo luogo, gli aspiranti dipendenti avrebbero sostenuto solo “colloqui confermativi”, come dimostrerebbero le carte in possesso della procura. Insomma selezioni tutt’altro che scrupolose.